Dalla sporcizia smartphone si può sapere chi sei

smartphone-sporcoNon è una novità sapere che lo smartphone può essere utilizzato per scoprire tutto di una persona. La scheda di memoria contiene infatti numerose informazioni: foto, indirizzi, appunti e messaggi. Recentemente si potranno ottenere informazioni molto più personali semplicemente dall’involucro esterno, quella che tutti chiamano “cover” ma sarebbe meglio rinominare “database personale”. La sporcizia dello smartphone diverrà quindi uno strumento importantissimo ( oltre che disgustoso) per conoscere meglio le persone.

Sporcizia smartphone meglio della carta di identità

Ormai la fantascientifica serieTv CSI ci ha abituato all’impossibile ma pensare di associare un informativa della privacy alla sporcizia degli smartphone va oltre la fantasia.

Secondo uno studio dell’Università della California, San Diego, ha analizzato lo smartphone di alcuni volontari riuscendone ad individuare molti aspetti dello stile di vita del proprietario; salute, cibi preferiti, i posti che ha visitato e i prodotti usati per l’igiene personale.

Questi dati potrebbero essere utili nel campo forense per aiutare a disegnare il profilo di un sospettato, o in campo medico per capire l’efficacia di una determinata terapia, esposizione a sostanze tossiche, allergeni e vari altri esami.

Nela descrizione del lavoro del Proceedings of the National Academy of Sciences mostra l’analisi ,di 500 campioni, con lo spettrometro di massa. Confrontando le informazioni delle spettro con un database si può scoprire quali elementi chimici sono presenti sulla sporcizia smartphone.

Intestino, sporcizia smartphone e impronte digitali

Il microbioma intestinale di un individuo ,secondo Dorrestein , potrebbe essere utilizzato al pari delle impronte digitali. Infatti nonostante non siano stati trovati batteri fecali nei campioni analizzati è molto probabile che questi siano presenti in molti dispositivi e, grazie all’analisi genetica dei numerosi batteri presenti, si potrebbe arrivare in maniera univoca al proprietario.

La vita sugli smartphone luridi

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Gli smsrtphone oltre ad essere una miniera d’oro rappresentano anche il luogo in cui trovare numerose forme di vita, in una parola lo schifo. Un esperimento dell’Università di Surrey che ha messo alcuni smartphone su dei vetrini per la crescita batterica ha rivelato che un normale utilizzo nella vita quotidiana raccoglie muffe, batteri e varie forme di vita non particolarmente gradevoli ma normalmente presenti nell’ambiente.

Rischio di infezioni

Sicuramente è vero che alcuni campioni hanno rivelato la presenza del famoso staffilococco aureo e dello pneumococco che causa la polminite ma è normalmente presente in gola. Nonostante questo i rischi per la salute umana sono veramente pochi ed è anche vero che nel corpo umano è più presente DNA di batteri che dello stesso organismo.

Il metodo migliore per detergere e disinfettare è quello di utilizzare un panno di microfibra imbevuto di candeggina, l’alternativa un  po’ meno efficace è il tradizionale cotone con alcol ma accettabile. Attenzione però che questi metodi vanno in contraddizione con i prodotti consentiti per la pulizia degli smartphone.

In attesa che producano dei materiali antibatterici teniamo il nostro smartphone così come è, magari spolveratelo ogni tanto.

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